SCUOLA STATALE DELL'INFANZIA  - SCUOLA PRIMARIA                                                                                                                                              

MAHATMA GANDHI       

120° Circolo Didattico - Roma

 

IL QUARTIERE

Nei primi decenni del '900, a Roma venne creata una serie di grandi arterie, che convergono nel vecchio centro storico. Con il piano fascista di risanamento si assiste ad azioni di sventramento del centro storico. Al posto delle povere case sorgono edifici pubblici e gli abitanti delle zone coinvolte devono trasferirsi nelle borgate ufficiali del Prenestino, di Pietralata e di San Basilio costruite prevalentemente nel settore orientale della città. Il termine "borgata" viene usato per la prima volta ufficialmente nel 1924 quando a 15 chilometri da Roma sorge Acilia, una zona malarica, dove vengono trasferiti gli abitanti delle zone del Foro di Cesare e di Traiano e della via del Mare. Gli abitanti delle borgate con il trasferimento sono costretti ad abbandonare le attività nelle quali erano impiegati.

La borgata di San Basilio viene costruita tra il 1928 e il 1930 tra la via Nomentana e la via Tiburtina. Le casette vengono realizzate in "carpilite", materiale autarchico formato da un impasto di trucioli di legno con calce; sono formate da una o due stanze, prive di servizi interni e vengono chiamate "casette Peter" dal nome dell'ingegnere progettista, inoltre sono disposte in modo tale che dall'alto si legga la parola "DUCE". Soltanto gli edifici del centro del quartiere, davanti al capolinea dell'autobus, sono realizzati in materiale non autarchico. La borgata di San Basilio viene definita "semirurale" e pertanto, attorno a ogni casa, viene lasciato uno spazio sufficiente alla creazione di un piccolo orto.

Nel 1936 la borgata viene acquistata dall'Istituto fascista case popolari affinchè la riformi o la sostituisca gradualmente con case popolari. L'inaugurazione ufficiale della borgata avviene nel 1939. Alla fine della guerra l'Isitituto autonomo case popolari propone alle famiglie di acquistare la baracca e il terreno circostante, dietro un compenso di 60.000 lire da pagare a rate. Tuttavia la maggioranza della popolazione si dichiara contraria e chiede allo stesso istituto di costruire nuove case. Nel 1951 viene bandito un concorso per la realizzazione di un progetto nel settore nord della città, ai margini della borgata di San Basilio.

L'intervento investe una superficie di 8,5 ettari e interessa circa 900 abitanti che vengono sistemati in case unifamiliari disposte a schiera oppure in case a 2 piani con 4 alloggi. Ogni abitazione ha un giardino di circa 200 metri quadrati. Un sistema viario a croce determina quattro isolati raggruppati a loro volta in due nuclei più grandi al centro dei quali sono posti i servizi sociali. Le case sono disposte secondo linee spezzate che determinano delle piccole corti aperte. A partire dal 1954 la borgata di San Basilio realizzata nel fascismo viene demolita per consentire all'Istituto case popolari di costruire edifici di maggiore altezza e meno precari.

Il complesso edile realizzato dallo IACP consiste in una serie di case disposte "in linea" o "ad arco", divise in lotti, di colore giallo o rosso, in ognuno dei quali abitano da 100 a 200 nuclei familiari. Nel 1960, in occasione dei Giochi Olimpici, vengono assegnate nuove costruzioni: sono torri a 7 piani, fornite di riscaldamento e ascensore e con la facciata rivestita di mattoni rossi. Negli stessi anni vengono costruite altre 4 palazzine da parte della Cassa Depositi e Prestiti del Ministero del Tesoro in via Samano. Per iniziativa del possidente Anacleto Gianni, nasce intorno al 1955 la "borgatella", tra il fosso di San Basilio e il quartiere stesso.

Negli stessi anni e sempre su lottizzazione abusiva nasce anche la borgata di San Cleto tra la via Nomentana e il fosso di San Basilio. I nuovi insediamenti vengono attuati senza un piano regolatore, senza strade, fogne, scuole. Nel 1974 viene edificato il lotto n. 23 bis, teatro delle più aspre lotte per la casa a San Basilio. Oggi, quindi, San Basilio si presenta come un quartiere popolare periferico costituito, nella maggior parte da un grande "centro storico" IACP, che ospita circa 4000 famiglie e da una zona "periferica" formata costruzioni di privati, dove vivono circa 1500 famiglie.

 

LA SCUOLA

Nonostante la politica scolastica attuata dal fascismo, i bambini della borgata di San Basilio furono esclusi dall'obbligo dell'istruzione scolastica. Diversi tentativi di istituire la scuola negli anni successivi fallirono miseramente: si deve arrivare al 1941, quando le Suore Sacramentine, arrivate da Bergamo, si dedicarono alla evangelizzazione e all'istruzione dei bambini. Il primo ottobre 1954 viene inaugurata la prima scuola elementare, succursale di quella di via di Settecamini, nel plesso scolastico di via Fabriano, che nel 1956 prenderà la denominazione di Domenico Savio. Inizia in quegli anni il processo di vera e propria scolarizzazione della borgata che vedrà, nel 1964, l'apertura del plesso di via Corinaldo, al centro di San Basilio, a fianco del "fungo idrico", riducendo il carico dei doppi turni del plesso di via Fabriano. Nel 1971 il comune di Roma consegna al quartiere l'edificio di via Pennabilli. Qualche anno più tardi la scuola ebbe lo status di Direzione Didattica e la denominazione di Mahatma Gandhi, 120° Circolo di Roma.

In anni recenti, intorno al nucleo storico del quartiere, sono nate la Borgatella, Casal Tidei, la zona nuova di via Pollenza, San Cleto, la zona nuova a sud della via Nomentana e quella formata dai quartieri di Torraccia e Casal Monastero. Dal 14 luglio 2004 è stata assegnata al 120° Circolo la scuola di largo Paolo Rossi, nel quartiere di Torraccia.

 

SCUOLA E TERRITORIO

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