SCUOLA
STATALE DELL'INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA
MAHATMA GANDHI
120° Circolo Didattico - Roma

Imparare a leggere e scrivere non è il fine dell'educazione e nemmeno il principio.
E' soltanto uno dei mezzi con cui si possono educare l'uomo e la donna.
Leggere e scrivere non sono di per sè educazione.
La vera educazione consiste nel trarre alla luce il meglio di ogni persona.
(Mohandas Karamchand Gandhi)
IL MAHATMA GANDHI
Mohandas Karamchand Gandhi, detto il Mahatma (soprannome creato dal poeta indiano Tagore, che in sanscrito significa "Grande anima"), nasce a Porbandar, nella penisola del Kathiawar, nordovest dell'India, il 2 ottobre 1869 da una famiglia di commercianti (Gandhi significa appunto "droghiere"). A 13 anni, secondo l'uso, si sposa con una ragazza della sua età. Studia presso le università di Ahmrdabad e di Londra e si laurea in giurisprudenza, esercitando per breve tempo l'avvocatura a Bombay. Nel 1893 si reca in Sudafrica con l'incarico di consulente legale per una ditta indiana e vi rimane per 21 anni.
Qui si scontra con la realtà umiliante della segregazione razziale. Il Mahatma si batte per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza non violenta (satyagraha): una forma di non collaborazione radicale con il governo britannico, concepita come mezzo di pressione di massa. Gandhi si prefigge di giungere all'uguaglianza sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce.
Alla fine il governo sudafricano attuerà importanti riforme a favore dei lavoratori indiani (eliminazione di parte delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi).
Nel 1915 Gandhi torna in India, diventando il leader del Partito del Congresso, che si batte per la liberazione dal colonialismo britannico. Nel 1919 lancia la prima grande campagna satyagraha di disobbedienza civile, che prevede il boicottaggio delle merci inglesi e il non pagamento delle imposte. Il Mahatma viene arrestato. Nel 1921 porta avanti la seconda grande campagna satyagraha di disobbedienza civile per rivendicare il diritto all'indipendenza. Incarcerato e poi rilasciato, Gandhi partecipa alla Conferenza di Londra sul problema indiano, chiedendo l'indipendenza del suo paese. Nel 1930 promuove la "marcia del sale", ovvero la disobbedienza contro la tassa sul sale (la più iniqua perchè colpiva soprattutto le classi povere). La campagna si allarga con il boicottaggio dei tessuti provenienti dall'estero. Gli inglesi arrestano Gandhi, sua moglie e altre 50000 persone. Spesso incarcerato negli anni successivi, Gandhi protesta con lunghissimi scioperi della fame, fra cui quello intrapreso contro la condizione degli "intoccabili", la casta più bassa della società indiana. Il 15 agosto 1947 l'India conquista l'indipendenza. Gandhi, però, vive questo momento con dolore, pregando e digiunando.
Il subcontinente indiano è diviso in due stati, India e Pakistan, la cui creazione sancisce la divisione tra indù e musulmani e culmina in una violenta guerra civile che costa, alla fine del 1947, quasi un milione di morti e sei milioni di profughi.
La tolleranza religiosa e l'atteggiamento moderato di Gandhi sul problema della divisione del paese suscitano l'odio di un fanatico indù, Nathuram Godse, che lo uccide il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera.
(da "Storia delle religioni" biblioteca di Repubblica)